Per molti anni la regione di Alzasca
rimase poco frequentata. Vi salivano gli alpigiani a caricare
l’ alpe, che coi suoi quattro corti é uno dei più estesi della
Valmaggia, i pescatori per accedere al laghetto, dai cangianti colori, adagiato
tra i picchi, che stanno alle sue spalle e i boschi di larici, con ampie macchie
di mirtilli e di rose delle alpi, e, in autunno, i cacciatori, per stanare le
marmotte sulle falde del Pizzo Alzasca o avvistare i camosci al riparo tra i cespugli
che crescono sull’ erto pendio settentrionale del Cramalina.
Fu agli inizi degli anni 1950 che alcuni membri della sezione di Locarno del Club
Alpino Svizzero presero contatto coi rappresentanti del Patriziato di Someo, proprietario
dell’ alpe, per perfezionare
l’ acquisto di una delle tre baite del Corte di Mezzo, a quota 1734 m. destinata
a divenire il primo nucleo della futura capanna. La stessa fu sistemata e arredata
con sforzi non indifferenti, poichè il materiale poteva essere trasportato
mediante filo a sbalzo solo fino alla Rotonda, 400 m più in basso, e festosamente
inaugurata nel 1955.
Com’ era prevedibile questo rifugio, che sorge in una natura incantata,
seppe suscitare, con la sua rustica semplicità, l’ interesse di numerosi
alpinisti, desiderosi di trovare un’ autentica oasi di pace.
Trent’ anni dopo si procedette alla riattazione di una seconda baita, adibita
a dormitorio.
Nel 1997 infine, con un’ aggiunta alla costruzione iniziale, si incorporarono
i servizi, la cantina e il deposito della legna, portando il numero delle cuccette
a una quarantina.
Ai pannelli solari si aggiunse una turbina ad acqua, in modo da garantire l’
approvigionamento di energia elettrica. Le vie di accesso, accuratamente mantenute
e segnalate, si moltiplicarono: dall’ erta scalinata
che sale da someo, scavalcando la cascata del Soladino sul ponte romano. si aggiunsero
i sentieri da Cevio, per Morella-valle-Costa, che è poi quello percorso
dalle mandrie per raggiungere il Corte Nuovo; da Linescio, per Morella e Corte
del Lago, dove si ammira quell’ altro gioiello che è il
Lago di Sascola, le cui rive scoscese mantengono il ghiaccio fino a stagione inoltrata,
quindi al
rifugio per la Bocchetta di Cansgei; sempre da nord, dalla Collinasca, attraveso
la meravigliosa
selva del Montaccio.
Non meno suggestivi gli accessi dalla Valle Onsernone: da Vergeletto, per la Valle
della Camana e la Bocchetta di Doia o da Gresso, per Monte-Alpe di Remiasco-Bocchetta
di Doia. I tempi di
percorrenza variano tra le 4 e le 6 ore.
Le cime che fanno da contorno al Rifugio: Pizzo Alzasca, Pizzo Molinera, Cima
di Catögn,
Cramalina, Rosso di Ribbia, sono raggiungibili senza particolari difficoltà.
Condizioni di neve permettendolo, è possibile, salire al rifugio con gli
sci, nella stagione
primaverile, da Vergeletto per la Valle della Camana e le bocchette di Catögn
e Cansgei.
La frequenza in Alzasca è pur sempre ridotta a poche centinaia di appassionati
e non offre la
possibilità per mantenervi un guardiano.Conserviamola cosi ancora per molti
anni, per poterci
godere intimamente il suo fascino recondito.